Facciata color ocra del Caffè Al Bicerin in piazza della Consolata, con insegna Caffè Confetteria, ombrelloni bianchi e tavolini all'aperto
Caffè Al Bicerin, piazza della Consolata — foto: Jorge Franganillo · CC BY 2.0 · Wikimedia Commons

Torino ha un rapporto speciale con il caffè, il cioccolato e l'aperitivo. Qui si sono incontrati per secoli nobili, patrioti, scrittori e studenti, seduti ai tavolini di marmo dei caffè storici, tra specchi, boiserie e banconi in legno. Molti di questi locali sono ancora aperti e si raggiungono comodamente a piedi da Loft Crimea con patio: un buon motivo per dedicare almeno una mattina, o un tardo pomeriggio, a questo rito tutto torinese.

Il bicerin: caffè, cioccolato e crema, senza mescolare

Il bicerin è la bevanda simbolo della città: caffè, cioccolato e crema di latte sovrapposti in un piccolo bicchiere di vetro senza manico (in piemontese, appunto, bicerin). La regola è non mescolarlo, per sentire i tre strati uno dopo l'altro. Discende dalla settecentesca bavareisa, servita in grandi bicchieri già mescolata e addolcita con lo sciroppo.

Il luogo per eccellenza è il Caffè Al Bicerin, in piazza della Consolata, ai margini del Quadrilatero Romano (a circa 2,7 km dall'appartamento). È in attività dal 1763, quando lo aprì Giuseppe Dentis, venditore di acque e bibite. Tra i suoi frequentatori la tradizione ricorda Cavour, Silvio Pellico, Alexandre Dumas e Giacomo Puccini. Il locale è piccolo e intimo, con i tavolini tondi in marmo bianco: nei fine settimana mettete in conto un po' di attesa.

I grandi caffè sotto i portici

Nel cuore barocco della città, tra via Po, piazza Castello e piazza San Carlo, si concentrano alcuni dei caffè storici più famosi d'Italia.

  • Caffè Fiorio, sotto i portici di via Po dal 1780: lo chiamavano il "caffè dei codini" per la sua clientela conservatrice, ma vi passavano anche Cavour e D'Azeglio. È celebre per il gelato al gianduja.
  • Caffè San Carlo, aperto nel 1822 nell'omonima piazza, il "salotto" di Torino: durante il Risorgimento fu ritrovo di intellettuali e patrioti, e si racconta che sia stato il primo caffè in Italia illuminato a gas.
  • Caffè Torino, sempre in piazza San Carlo, dal 1903. Davanti all'ingresso, nel pavimento dei portici, c'è il famoso toro rampante in ottone: secondo la tradizione porta fortuna pestarlo nel punto giusto, e i torinesi lo fanno con discrezione.
  • Baratti & Milano, legato alla storia del cremino, divenne fornitore della Real Casa dopo il trasferimento nella sede attuale nel 1875.
  • Caffè Mulassano, gioiello del 1907 sotto i portici di piazza Castello: qui negli anni Venti nacque il tramezzino, il cui nome viene attribuito a Gabriele D'Annunzio.
  • Caffè Platti, dal 1875 all'angolo tra corso Vittorio Emanuele II e corso Re Umberto, con i suoi arredi originali: era il caffè preferito di Cesare Pavese e Giulio Einaudi.

Piazza San Carlo dista circa 1,8 km da Loft Crimea con patio, via Po circa 1,9 km e piazza Castello circa 2 km: una passeggiata piacevole, al riparo dei portici anche quando piove. Trovate qualche idea in più su piazza San Carlo.

Il gianduiotto, nato a Carnevale

Il cioccolato a Torino è una cosa seria. In epoca napoleonica, quando il cacao era diventato raro e costoso, i cioccolatieri torinesi cominciarono a sostituirne una parte con le nocciole del Piemonte: nacque così la pasta gianduja. Il gianduiotto, il cioccolatino a forma di barchetta rovesciata, fu presentato al pubblico durante il Carnevale di Torino del 1865 dalla ditta Caffarel e prese il nome da Gianduja, la maschera tipica piemontese. Si compra in tutte le confetterie storiche ed è il souvenir più torinese che possiate portare a casa.

Il vermouth e il rito dell'aperitivo

Torino è considerata la patria dell'aperitivo moderno. Nel 1786 il liquorista Antonio Benedetto Carpano mise a punto il vermouth: vino bianco aromatizzato con un'infusione di erbe e spezie. Ebbe un successo immediato, arrivò alla corte dei Savoia e divenne la bevanda dei caffè eleganti della città. Ancora oggi, verso sera, l'aperitivo è un appuntamento fisso dei torinesi: un vermouth o un calice di vino piemontese, accompagnato da qualcosa da sgranocchiare, magari un grissino.

Se preferite qualcosa di più vicino a casa, la padrona di casa consiglia il Bar Maggiora, nel quartiere. E con il bel tempo l'aperitivo più rilassante può essere quello nel patio del loft, con una bottiglia di vermouth comprata in centro.

In breve: provate il bicerin al Caffè Al Bicerin (dal 1763), fate un giro tra i caffè storici di via Po, piazza Castello e piazza San Carlo, portate a casa qualche gianduiotto e chiudete la giornata con un vermouth, il re dell'aperitivo torinese. Per orari e aperture consultate i canali ufficiali dei singoli locali. Per gli altri sapori piemontesi leggete la nostra guida su cosa mangiare a Torino.

Il centro storico a passeggio, da Loft Crimea con patio

Via Po, piazza Castello e piazza San Carlo sono a una passeggiata dal loft: la colazione può diventare un piccolo viaggio nella storia di Torino.